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febbraio 2018
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…SALVA LA CIVILTÀ CLASSICA

 

  Fallito un primo tentativo di fondare a Roma, nel 536, con l’aiuto di Papa Agapito, un’università del sapere cristiano e profano, sul modello di quelle fiorite in Oriente, ad Alessandria e a Neocesarea-Nisibi, riuscì nel suo intento nella natia SQUILLACE, ove fonda tra il 554-560, a lato del fiume Pellene (attuale Alessi), il monastero di Vivarium, che si può a ragione considerare il primo esempio di università cristiana d’Occidente.
  Quivi compose, per l’istruzione dei suoi monaci, le Institutiones divinarum et humanarum litterarum, I’opera sua più importante e più nota, una specie di introduzione allo studio delle lettere sacre e profane, ma anche una traccia di Regola per i suoi Monasteri.
  Lo studio imposto ai monaci, insieme alla trascrizione degli antichi codici, dava un originale ed autonomo indirizzo alla Regola benedettina, privilegiando, in senso intellettuale, l’obbligo del lavoro, prescritto da S. Benedetto, secondo uno schema che, come si sa, ha i suoi prodromi nella Regula Magistri, da molti attribuita allo stesso Cassiodoro.
  Sui colli di Squillace (territori degli attuali Comuni di Squillace e Stalettì) disseminò inoltre i “secreta suavia“, che facevano capo all’altro monastero di Montecastello, destinato ad accogliere la preghiera, l’ascesa e il lavoro manuale degli anacoreti. Si deve a Cassiodoro, più che ad ogni altro, se i monasteri tennero viva, in mezzo alla barbarie generale di quei secoli, la luce della scienza, salvando dalla distruzione, i tesori della cultura antica. Purtroppo, l’istituzione non sopravvisse a lungo al suo fondatore.
  Venuta meno la forte personalità di Cassiodoro, che morì ultranovantenne, intorno al 583, i Monasteri cassiodorei ebbero un rapido declino, e già nel sec. VII la sua celebre biblioteca del Vivarium, che aveva raccolto pressoché tutto quello che in quel tempo esisteva della cultura sacra e profana, andò smembrata e dispersa.
  Delle altre opere di Cassiodoro, oltre le già citate Variae e le Institutiones, si ricordano: una Cronaca universale, una Historia Gothorum in 12 libri (perduta, ma della quale si possiede un riassunto fattone dal goto Jordanes), il De anima di ispirazione agostiniana e platonica, il De orthographia, la Historia ecclesiastica tripartita (traduzione e rielaborazione delle storie ecclesiastiche di Socrate, Sozomeno e Teodoreto), e una serie di opere biblico – esegetiche: (Expositio in Psalmos, prevalentemente in dipendenza da Agostino; Complexiones in Epistulas Apostolorum, brevi note esegetiche, particolarmente alle Epistole paoline; Complexiones in Acta Apostolorum; Complexiones in Apocalypsim Johannis).

 


S. PRICOCO, Spiritualità monastica e attività culturale nel cenobio di Vivarium, in Flavio Marco Aurelio Cassiodoro, Atti settimana studi Cosenza-Squillace 19-24 settembre 1983 a cura di Sandro Leanza, Soveria M. 1986, p. 359.
J.J. O’ DONNEL, Cassiodorus, University of California Press, Berkeley-Los Angeles-London 1979, p. XVI+177-222.
A. MOGLIANO, Cassiodorus and Italian Culture of is time, “Procedings of the British Academy” 41 (1965); ID., Cassiodoro. “Dizionario Biografico degli Italiani”, XXI, 1978.
S. ESPOSITO, Cassiodoro, la Bibbia e la cultura occidentale, “Divus Thomas” 79, 1958. pp 193-204.
A. LIPINSKI, Il Monasterium Vivariense, in: Università d’Europa a cura di Pietro Borraro. Radio Vaticana: Orizzonti Cristiani, 20/11/62, riprodotto in La Voce di Squillace, Anno Xl-1964, n. 5-6.
V. FARAONI, L’ Universita’ Cattolica Italiana dal Medioevo ad oggi, in L’Osservatore Romano, 1964.
I. SCHUSTER, Come finì la biblioteca di Cassiodoro?, Milano 1942.